La crescita economica mondiale ha subito un rallentamento, pur rimanendo resiliente. Gli effetti negativi del conflitto in Medio Oriente sono stati attenuati da misure discrezionali di sostegno pubblico, dal parziale utilizzo di materie prime alternative, dall'aumento dell'offerta energetica proveniente da Paesi esterni all'area del Golfo e dal ricorso alle riserve petrolifere. Il forte dinamismo delle attività legate all'intelligenza artificiale ha inoltre sostenuto gli investimenti, la produzione e gli scambi. Le prospettive restano altamente incerte, ma il previsto calo dei prezzi dell'energia nel 2027, associato a una graduale ripresa dell'approvvigionamento energetico, dovrebbe contribuire a stabilizzare la crescita a livello mondiale. Tra i principali rischi al ribasso che potrebbero indebolire la crescita figurano il protrarsi delle interruzioni delle esportazioni dal Medio Oriente, gli shock dell'offerta connessi a condizioni climatiche avverse dovute a un episodio particolarmente intenso di El Niño, ulteriori aumenti dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine o rendimenti degli investimenti nell'IA inferiori alle attese.
Di fronte al persistente shock dei prezzi dell'energia, in un contesto caratterizzato in molte economie da un'inflazione superiore all'obiettivo e da crescenti pressioni sui conti pubblici, il presente Rapporto intermedio indica che le banche centrali dovrebbero assicurare un saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione. Il Rapporto evidenzia, inoltre, che le misure pubbliche di sostegno per l'energia dovrebbero essere mirate ai soggetti più vulnerabili, mantenere gli incentivi a ridurre i consumi energetici e prevedere meccanismi di scadenza ben definiti. Al tempo stesso, sono necessarie riforme strutturali per aumentare il tasso di crescita potenziale e rafforzare la resilienza delle economie di fronte a ulteriori shock legati all'offerta.
Il presente Rapporto intermedio fornisce un aggiornamento delle valutazioni riportate nell'edizione di giugno 2026 delle Prospettive economiche dell'OCSE (Volume 2026, numero 1).