Perché è importante sviluppare un sistema integrato di cura rivolto alle persone non autosufficienti? Quale modello di governance può favorire il coordinamento tra i diversi livelli di governo e tra pubblico e Terzo Settore in Italia? E quali ostacoli complicano, a livello locale, il coordinamento tra le diverse figure coinvolte nelle attività di assistenza? Quali passi vanno intrapresi per strutturare sistemi informativi e modelli di servizio integrati tra l’ambito sanitario e quello sociale? Quali pratiche sono considerate più rilevanti e innovative a livello internazionale?
Questo rapporto si propone di fornire alcune risposte a queste domande e alle principali questioni poste dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle malattie croniche, con uno sguardo sulla realtà italiana. In Italia, e in altri paesi OCSE, le politiche legate all’integrazione stanno acquistando un rilievo sempre più marcato a causa dell’incrocio tra la transizione demografica e la transizione epidemiologica dei bisogni. I progressi della medicina, i vari interventi di sanità pubblica e il miglioramento delle condizioni socioeconomiche conducono, soprattutto nei paesi ad alto reddito, a un consistente aumento dell’aspettativa di vita che si accompagna a un progressivo ridursi dei casi di malattie infettive e al prevalere delle malattie cronico-degenerative. Durante questo stesso periodo si sono verificati anche importanti cambiamenti demografici, in Italia sfociati nella condizione ormai nota come ‘inverno demografico’. I prossimi decenni saranno caratterizzati da forte denatalità, riduzione della popolazione residente, marcato invecchiamento della popolazione e ulteriore frammentazione dei nuclei familiari – con dinamiche non omogenee tra aree interne e aree metropolitane, dati i processi di urbanizzazione e spopolamento.
Il quadro dei bisogni vedrà un aumento delle multi-cronicità sempre più correlato a condizioni di non autosufficienza o disabilità, e a caratteri legati a fragilità o marginalità sociali. Il quadro multidimensionale dei bisogni di salute complessi, la ridotta capacità dei nuclei familiari, le marcate disuguaglianze, la diffusione del lavoro povero, pongono con forza nuove sfide molto impegnative alla tenuta dei setting assistenziali di tipo domiciliare, e alla ragionevole capacità di proporli in futuro per un numero consistente di persone anziane e non autosufficienti.
La complessità dei bisogni delle persone che necessitano di assistenza domiciliare e le problematiche di coloro che se ne prendono cura richiedono un approccio coordinato, olistico e incentrato sulla persona, in grado di superare le tradizionali divisioni tra settore sanitario e settore sociale. La costruzione di nuovi servizi di assistenza domiciliare integrata, di conseguenza, dovrà confrontarsi con un orizzonte che mette in discussione alcuni degli assunti che caratterizzano la situazione attuale: assistenza alla persona sorretta prevalentemente dai legami di famiglie ancora numerose e poco disperse; livelli dignitosi di sostegno economico garantiti dal lavoro, dal risparmio e dal patrimonio. Un tema vasto ed attuale, al centro delle preoccupazioni dei decisori politici, degli utenti e di chi opera nelle realtà sanitarie e sociali in molti Paesi OCSE.
L’obiettivo principale di questo rapporto è dunque quello di far luce sulle sfide e sulle potenzialità connesse all’integrazione dei servizi di assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti e di promuovere un avanzamento significativo nelle politiche per l’integrazione tra sanitario e sociale – garantendo che i sistemi di cure integrate siano incentrati sulla persona e sostenibili nel lungo periodo.
Il rapporto adotta un approccio multidisciplinare, esplorando le principali dinamiche del settore, individuando buone pratiche in Italia e all’estero, e interrogandosi sulle principali innovazioni e sui possibili ambiti di miglioramento. Particolare attenzione viene prestata alla dimensione regionale e locale, data la crescente decentralizzazione del sistema sociosanitario in atto da oltre due decenni in Italia. L’analisi combina una revisione delle politiche e delle pratiche esistenti con un’analisi di banche dati nazionali e internazionali. Si avvale inoltre di dati nuovi e inediti, raccolti attraverso due indagini condotte dall’OCSE nel periodo 2024‑2025 – una rivolta alle regioni e alle province autonome italiane, e un’altra rivolta a 14 distretti sanitari e ambiti territoriali sociali. Inoltre, l’analisi delle esperienze maturate in altri Paesi OCSE ha permesso di identificare diversi modelli di integrazione sociosanitaria ed estrapolare lezioni utili per il contesto italiano.
Un sistema di cure domiciliari in grado di proporsi come una realistica ed effettiva risposta alla domanda di salute delle persone anziane non autosufficienti, e dei loro nuclei familiari, deve ragionevolmente affrontare contemporaneamente le tre dimensioni della cura, dell’assistenza e della tutela senza sottrarsi alla complessità che ne deriva. Richiede inoltre una struttura di governance multilivello, strumenti di progettazione dei servizi, sinergie tra la forza lavoro pubblica, privata e familiare, ed innovazione tecnologica e digitale – la cui centralità è basata sulle persone anziane non autosufficienti e sulle caratteristiche peculiari dei loro nuclei familiari e delle loro specifiche sistemazioni abitative. Le capacità di finanziamento del sistema si giocano sulla possibilità di ricomporre le risorse destinate alla cronicità con quelle dedicate alla non autosufficienza e all’inclusione sociale.
L’analisi di tali specificità del contesto italiano, insieme all’esame di pratiche diffuse a livello internazionale, ha evidenziato come modello rilevante per l’integrazione sociosanitaria nel sistema italiano quello della “ricomposizione” – che prevede una pluralità di livelli tra loro coordinati attraverso standard e strumenti comuni – rispetto ad approcci alternativi come il “ricongiungimento” (un accentramento totale di funzioni e risorse) o il “rammendo” (accordi o iniziative isolate che non modificano l’assetto istituzionale esistente).