Secondo le proiezioni, la crescita del PIL rimarrà allo 0,5 % nel 2026, per effetto dei nuovi shock dei prezzi dell'energia che pesano sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni e controbilanciano lo slancio derivante dalla crescente erogazione dei fondi del PNRR. L'impennata dei prezzi dell'energia spingerà al rialzo l'inflazione, annullando così il recente aumento dei salari reali. Nel 2027, grazie al calo dei prezzi dell'energia e all'attenuarsi delle incertezze, la crescita raggiungerà lo 0,6 %. Le prospettive dell'Italia sono relativamente esposte all'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, vista l'elevata quota di energia prodotta da combustibili fossili importati e il peso della produzione manifatturiera destinata all'esportazione.
Portare avanti il risanamento di bilancio, attuando al contempo un programma di ampio raggio di riforme strutturali volte ad aumentare produttività e occupazione, contribuirà ad avviare la riduzione dell'onere del debito e a migliorare la resilienza dell'economia di fronte agli shock esterni. Garantire che le misure di sostegno relative ai prezzi dell'energia siano temporanee e mirate alle famiglie vulnerabili e alle imprese consentirà di limitare i danni causati dallo shock, contenendo al contempo i costi fiscali. Perseguire riforme in materia di pianificazione e approvazione per accelerare gli investimenti nella generazione e nella trasmissione di energia rinnovabile può ridurre i costi energetici e la vulnerabilità all'aumento dei prezzi dei combustibili fossili.