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1. L'Italia dovrebbe stanziare risorse sufficienti per l'attuazione del piano anti-corruzione aggiornato e del codice etico, anche accelerando la formazione di tutto il personale e dei partner esecutivi. |
Attuata parzialmente
La revisione intermedia del 2022 ha evidenziato l'esistenza di una strategia anticorruzione, di un piano d'azione e di un codice etico chiari e dettagliati, nonché di diverse sessioni di formazione per chi opera nella cooperazione allo sviluppo italiana nell'ambito della prevenzione dello sfruttamento, degli abusi e delle molestie sessuali (PSEAH); l'AICS è la forza trainante di tali miglioramenti. Tali sforzi sono stati integrati da meccanismi di controllo più estesi, ad esempio un punto di contatto per la prevenzione della corruzione, un portale per il whistleblowing e canali di segnalazione riservati. La formazione in materia di rischi connessi alla corruzione, appalti, conflitti di interesse e gestione dei rischi è stata intensificata nei confronti dei dirigenti e degli individui coinvolti nelle procedure d'appalto. Tale processo è stato supportato da strumenti di audit aggiornati e da un Manuale per la gestione dei rischi basato sull'Enterprise Risk Management (ERM, gestione dei rischi d'impresa). Anche le salvaguardie contrattuali e le procedure di due diligence sono state potenziate. Rafforzare il collegamento sistematico tra le valutazioni del rischio, la progettazione dei programmi e la selezione dei partner, nonché garantire una formazione sistematica a tutto il personale e ai partner sulla strategia anticorruzione dell'AICS, sul codice etico e sui meccanismi di whistleblowing (non solo ai dirigenti e a chi lavora agli appalti) a livello di Paese aumenterebbe la visibilità e l'utilità degli sforzi recenti. Inoltre, le recenti riforme restano confinate all'AICS, dal momento che la DGCS e le ambasciate seguono le norme anticorruzione ed etiche del MAECI, il che evidenzia un ulteriore potenziale di armonizzazione a livello di sistema; e, sebbene CDP applichi clausole contrattuali anticorruzione standard, l'espansione del suo ruolo rafforza la necessità di approcci più coerenti tra gli attori della cooperazione italiana. |
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2. Al fine di garantire la coerenza delle proprie politiche con lo sviluppo sostenibile dei Paesi partner, l'Italia dovrebbe sfruttare appieno i meccanismi definiti dalla Legge 125/2014 e attuare i piani volti a valutare, arbitrare e monitorare i potenziali conflitti. |
Attuata parzialmente
L'Italia ha preso provvedimenti volti a rafforzare il proprio impegno istituzionale nei confronti della Coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile (PCSD), in particolare attraverso la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e il Programma d'Azione Nazionale 2023 per la Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile (PCSD NAP). Tuttavia, i meccanismi definiti dalla Legge 125/2014 per arbitrare e monitorare i potenziali conflitti tra politiche nella dimensione transfrontaliera non sono ancora utilizzati appieno. Il Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS), che ha il mandato di risolvere le incoerenze tra politiche settoriali e obiettivi di sviluppo, continua a riunirsi di rado e vi sono scarse evidenze del ricorso concreto a tale organismo per valutare, arbitrare e monitorare potenziali conflitti. |
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3. Le nuove strategie dell'Italia per i Paesi prioritari dovrebbero essere comprensive e rispecchiare le attività di cooperazione secondo un approccio whole-of-government. |
Attuata parzialmente
I dati del GPEDC (Global Partnership for Effective Development Co-operation, Partenariato globale per una cooperazione allo sviluppo efficace) relativi al 4º ciclo di monitoraggio (2023–2026) indicano che in oltre la metà dei Paesi per cui L'Italia ha trasmesso i dati, Roma era priva di una strategia Paese attiva. Con il DTPI 2024-2026, il numero di Paesi e territori partner prioritari aumenta da 20 a 38, ma solo 11 Paesi dispongono di una forma di strategia Paese complessiva (Quadri di cooperazione per Paese o Piani indicativi pluriennali, MIP). Nonostante l'AICS abbia aperto nuovi uffici a Bogotá, Hanoi, Kyiv, Niamey, Abidjan e Kampala dalla scorsa peer review, le strategie Paese non si sono sviluppate di pari passo con questa presenza sempre più ampia. Inoltre, il crescente ricorso a dichiarazioni congiunte per definire aree di coinvolgimento al più alto livello politico, con il successivo sviluppo di quadri di cooperazione nel Paese, il cui livello di dettaglio è variabile e il cui completamento può richiedere un tempo considerevole, limita ulteriormente la prevedibilità. |
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4. L'Italia dovrebbe orientarsi verso finanziamenti programmatici pienamente integrati nei programmi nazionali per ottenere maggiore impatto e influenza. |
Attuata parzialmente
La pianificazione pluriennale a livello di Paese attualmente esistente favorisce il ricorso ad approcci più programmatici. L'Italia ricorre maggiormente a programmi di tipo pluriennale e di sostegno al bilancio, ma continua ad essere prevalente il sostegno di tipo progettuale. Nel 2020, il volume dei progetti attuati mediante approcci basati su programmi ammontava a 140,9 milioni di USD; in seguito, tale volume è gradualmente diminuito a 124,0 milioni di USD nel 2021 e a 89,7 milioni di USD nel 2022. Questa tendenza al ribasso è proseguita nel 2023, quando i volumi sono ulteriormente scesi a 71,9 milioni di USD. Nel 2024, tuttavia, gli approcci basati sui programmi sono nuovamente aumentati in maniera significativa, raggiungendo i 235,1 milioni di USD.
I dati del GPEDC (Global Partnership for Effective Development Co-operation, Partenariato globale per una cooperazione allo sviluppo efficace) relativi al 4º ciclo di monitoraggio (2023–2026) evidenziano un ricorso sistematico ancora limitato ai sistemi di gestione delle finanze pubbliche (public financial management, PFM) dei Paesi partner. Anche i dati relativi all'integrazione nei sistemi nazionali restano disomogenei. Secondo gli ultimi dati del GPEDC, l'Italia ha erogato fondi direttamente al settore pubblico solo in quattro dei quattordici Paesi che hanno trasmesso i dati, e ha impiegato pienamente o quasi pienamente i sistemi di PFM del Paese partner solo in due di questi (Burkina Faso e Vietnam). |
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5. L'Italia dovrebbe trovare il modo di capitalizzare i propri punti di forza mantenendo e rafforzando il sostegno alla fitta rete di OSC sul campo, attraverso un aiuto flessibile e diretto, in particolare nei contesti più fragili. |
Attuata parzialmente
Nel sistema di cooperazione italiano, le organizzazioni della società civile (OSC) sono i principali attori impegnati nella tutela delle persone più vulnerabili nei contesti fragili in cui gli uffici dell'AICS non sono più operativi. I bandi gestiti dalla sede centrale offrono finanziamenti pluriennali alle OSC, ma il relativo iter può richiedere fino a un anno per concludersi. Le carenze nella procedura dei bandi, i cui esiti sono approvati anche dal Comitato Congiunto, erano già state rilevate nella Peer Review dell'Italia del 2019 (OECD, 2019[1]), mentre una relazione della Corte dei Conti del 2022 ha sottolineato "la molteplicità delle procedure competitive utilizzate per l'assegnazione dei contributi 'a dono'" (Corte dei Conti, 2022[2]). Tali modalità ostacolano da un lato il rapido adattamento delle organizzazioni non governative (ONG) alle esigenze mutevoli, dall'altro l'estensione su larga scala degli approcci che hanno conseguito buoni risultati. I bandi per gli interventi di primo soccorso o di emergenza gestiti dagli uffici locali non sono più sottoposti a verifica preliminare ai fini della conformità all'approccio di gestione basata sui risultati. I bandi per gli interventi di primo soccorso o di emergenza gestiti dagli uffici locali possono essere completati entro un massimo di sette giorni, mentre quelli per gli interventi di emergenza entro un massimo di trenta giorni. I bandi per gli interventi di emergenza offrono finanziamenti a lungo termine (tra i 18 e i 21 mesi, con possibilità di proroga) e garantiscono flessibilità nell'ambito del nesso tra aiuto umanitario, sviluppo e pace. Ulteriori proposte volte a snellire le procedure saranno approvate nel 2026. Nel 2024 le OSC hanno inoltre partecipato alle missioni di sistema in Africa, mediante le quali hanno contribuito attivamente alla definizione delle strategie nei nuovi Paesi prioritari. In uno di tali Paesi, la Costa d'Avorio, un bando del 2024 con una dotazione più consistente (30 milioni di EUR) è stato aperto a tutte le OSC operanti nel Paese.
Nel 2023, le OSC hanno percepito 201,7 milioni di USD in APS bilaterale lordo, il 44,2 % del quale è stato destinato a OSC con sede nei Paesi in via di sviluppo. |
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6. L'Italia dovrebbe invertire la recente diminuzione dell'APS e ottemperare all'obbligo previsto dalla Legge 125/2014 di rispettare gli impegni nazionali e internazionali, compresi quelli verso i Paesi meno sviluppati. |
Attuata parzialmente
L'Italia ha invertito la precedente diminuzione dell'APS, passando dallo 0,27 % dell'RNL nel 2023 allo 0,29 % (6,8 miliardi di USD) nel 2024. Tuttavia, tale dato rimane decisamente inferiore alla media UE DAC (0,47 %) e all'obiettivo internazionale dello 0,7 % ribadito dalla Legge 125/2014. Sulla base delle attuali previsioni di bilancio, è improbabile che tale impegno sia mantenuto. Sebbene l'Italia continui a sostenere con forza i Paesi meno sviluppati e stanzi una quota elevata dell'APS bilaterale a loro favore, il passaggio da contributi a fondo perduto a prestiti potrebbe in futuro rappresentare una sfida per il conseguimento dell'obiettivo. |
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7. Al fine di mobilitare il sostegno pubblico e politico, l'Italia dovrebbe sviluppare e attuare il piano d'azione previsto nell'ambito della strategia per l'educazione alla cittadinanza globale, con lo stanziamento di risorse adeguate. |
Attuata pienamente
A giugno 2020 è stata approvata dal CICS la Strategia per l'Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) e sono state stanziate le relative risorse. Il Piano di Azione Nazionale ECG è stato sviluppato mediante un processo partecipativo e opera per il potenziamento dell'educazione alla cittadinanza globale attraverso l'attenzione speciale riservata dal Ministero dell'Istruzione ai curricula scolastici. Nel 2021 è stato pubblicato un bando di 21 milioni di EUR destinato alle OSC per la comunicazione e la sensibilizzazione in materia; molti progetti sono in corso d'opera e l'anno prossimo è prevista una valutazione. Il più recente bando in materia di sensibilizzazione all'educazione globale, con una dotazione di 20 milioni di EUR, è stato completato all'inizio del 2022, con contributi assegnati per 24 mesi. La DGCS è tanto partecipante quanto organizzatore di eventi, convenzioni e campagne di comunicazione a favore degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e volti a sensibilizzare maggiormente i diversi soggetti interessati (Meeting di Rimini, "#InsiemepergliSDG", Festival dello Sviluppo Sostenibile, Codeway EXPO e the Summit Nazionale delle Diaspore, podcast, ecc.). |
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8. Al fine di garantire un approccio più strategico e comune all'intera amministrazione per attuare la visione strategica delineata nella legge, l'Italia dovrebbe:
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individuare soluzioni per migliorare il valore strategico a medio termine del Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo ("DTPI");
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completare il suo indirizzo politico e le linee guida operative, in particolare sulle principali priorità, compreso l'orientamento politico secondo un approccio whole-of-government in materia di migrazione e sviluppo.
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Attuata parzialmente
Il Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo (DTPI) è un documento permanente che non richiede più una revisione annuale né l'approvazione del Consiglio dei Ministri, come raccomandato nell'ultima peer review. In quanto tale, offre una visione e una strategia di medio termine (adottate dal CNCS, dal Parlamento italiano e, in qualche misura, da altri ministeri e amministrazioni subnazionali, nonché da tutti i soggetti interessati della cooperazione allo sviluppo italiana) che favoriscono la pianificazione pluriennale. Anziché essere allegata al DTPI, la Relazione annuale sull'attuazione della politica di cooperazione allo sviluppo è ora trasmessa alle due Camere del Parlamento e alla Conferenza unificata entro il 31 ottobre dell'anno successivo, previa approvazione del CICS. Ciononostante, il processo di approvazione del DTPI permane oneroso, poiché mira a garantire un ampio consenso, il che può ridurre i margini di flessibilità. L'assenza di impegni finanziari espliciti all'interno del DTPI rende inoltre più complessa la definizione delle priorità.
Le politiche, strategie e linee guida in materia di uguaglianza di genere ed emancipazione delle donne, infanzia e adolescenza, migrazione e sviluppo, nonché in relazione al nesso tra aiuto umanitario, sviluppo e pace sono ora state definite. |
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9. L'Italia dovrebbe far sì che Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) disponga del quadro normativo, degli strumenti e delle risorse per adempiere al proprio mandato di istituzione finanziaria per la cooperazione allo sviluppo. |
Attuata pienamente
Pur essendo stato predisposto il quadro di riferimento, la normativa (Legge di Bilancio 2022) non è flessibile quanto probabilmente richiesto per gli investimenti nei Paesi partner e alcuni strumenti potrebbero presto necessitare di una ricostituzione. Alla fine del 2025, CDP contava 78 membri del personale incaricati della Cooperazione allo Sviluppo, dieci dei quali distaccati all'estero. CDP si sta ancora adoperando per incrementare la propria capacità di condurre valutazioni del rischio e identificare i progetti, ma nel 2025 ha aumentato in modo significativo i propri esborsi, grazie al Fondo Italiano per il Clima. CDP continua inoltre a incontrare vincoli nella mobilitazione della finanza privata. |
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10. L'Italia dovrebbe definire una strategia a medio termine in materia di risorse umane, basata su un'ampia concertazione, per attrarre e mantenere personale qualificato e garantire il benessere, l'impegno e lo sviluppo professionale di tutte le categorie di personale in Italia e negli uffici esteri. |
Attuata parzialmente
La riorganizzazione della DGCS si allinea alle priorità del DTPI, mentre incarichi di breve durata presso le sedi estere prioritarie della cooperazione forniscono sostegno alle ambasciate grazie a più ampie competenze tecniche e a un più stretto coordinamento con gli uffici dell'AICS. Il rafforzamento dell'organico dell'AICS richiede modiche alla Legge 125/2014. L'AICS è stata in grado di assumere 60 nuovi funzionari nel 2023 e ha erogato una formazione iniziale per rafforzare le attività della sede centrale e di quelle locali. Tuttavia, permangono alcune sfide, tra cui il ricorso a contratti di breve durata e limitate prospettive di carriera. |
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11. L'Italia dovrebbe dare priorità alla creazione di un sistema che colleghi progetti e programmi a impatto desiderato, risultati a lungo termine ed OSS. Il sistema dovrebbe inoltre mettere a disposizione di funzionari, partner e altri soggetti interessati alla cooperazione allo sviluppo informazioni ed elementi di prova pertinenti per migliorare il processo decisionale. |
Attuata parzialmente
Gli sforzi in corso volti a istituzionalizzare la gestione orientata ai risultati dimostrano l'impegno dell'Italia a collegare la programmazione ai risultati a lungo termine. Il Manuale operativo dell'approccio per risultati di sviluppo sostenibile è stato approvato nel 2023 ed è stato concepito per fornire una serie di strumenti teorici e pratici per la gestione dei programmi, degli interventi e dei progetti attuati dall'AICS secondo un approccio di gestione orientato ai risultati (RBM). Il documento delinea una metodologia basata sulla teoria del cambiamento (ToC), elaborata a partire dalla visione strategica e dagli obiettivi del DTPI 2021-2023. I partner continuano tuttavia ad avere difficoltà nell'integrare la gestione basata sui risultati, considerandola più come un esercizio di conformità. Pur assicurando un quadro strutturato e trasparente, l'attuale sistema di valutazione italiano continua ad avere una portata limitata, nonostante l'espansione del portafoglio di cooperazione allo sviluppo del Paese. Sarà importante dimostrare come i risultati delle valutazioni vengano utilizzati ai fini dell'apprendimento a livello di sistema, considerata l'enfasi posta sul coordinamento del Sistema Italia e sul Piano Mattei. Analogamente, la modernizzazione dei sistemi per garantire maggiore trasparenza, apprendimento e accountability è un obiettivo fondamentale per l'Italia, ed è ancora in fase di sviluppo. |