1. In conformità con gli impegni internazionali ribaditi dalla Legge 125/2014, l'Italia dovrebbe definire un percorso chiaro per raggiungere l'obiettivo dello 0,7 % di APS/RNL, conciliando un sostegno costante ai "Paesi meno sviluppati", nel rispetto dell'obiettivo dello 0,15-0,20 % di APS/RNL, con l'ampliamento delle proprie priorità geografiche.
2. Per consolidare il proprio orientamento verso programmi di più ampia portata, a più lungo termine e più strategici, l'Italia dovrebbe accelerare la piena operatività del Fondo Italiano per il Clima (FIC). Questo cambiamento richiederà una semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti, la collaborazione con i partner per sviluppare un solido portafoglio di progetti e un maggiore ricorso ai prestiti basati sulle politiche e al sostegno al bilancio, anche attraverso il Fondo Rotativo, garantendo al contempo che i finanziamenti concessionali rimangano in linea con la sostenibilità del debito dei Paesi partner.
3. Per massimizzare la coerenza e l'efficacia, l'Italia dovrebbe rafforzare la propria struttura whole-of-government:
rafforzando il ruolo del Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS) quale principale sede di dialogo strategico e di arbitrato tra i vari settori politici;
chiarendo i mandati e snellendo le procedure di approvazione all'interno degli organismi di coordinamento esistenti, tenendo conto del maggiore impegno politico dell'Italia nei confronti dell'Africa a seguito del Piano Mattei;
ricorrendo a dichiarazioni congiunte e missioni di sistema, al fine di elaborare quadri di cooperazione esaustivi per Paese che consentano un'attuazione coordinata.
4. L'Italia dovrebbe garantire che i meccanismi di controllo dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) favoriscano l'efficienza, la flessibilità e la qualità dei partenariati, anche nei Paesi partner e con la società civile.
5. In qualità di partner multilaterale affidabile, l'Italia dovrebbe continuare a fornire finanziamenti pluriennali, prevedibili e flessibili a organizzazioni multilaterali selezionate, riconoscendo il ruolo essenziale che queste svolgono nell'integrare gli sforzi bilaterali e nel sostenere le priorità del Piano Mattei e il coinvolgimento del settore privato.
6. Conformemente alle proprie linee guida, l'approccio organico dell'Italia al nesso tra migrazione e sviluppo dovrebbe rafforzare il coordinamento intergovernativo e quello whole-of-society, nonché la coerenza delle politiche, anche continuando a:
sostenere i programmi di mobilità legali dall'Africa subsahariana e all'interno di tale regione;
promuovere i diritti umani e la protezione dei rifugiati e dei migranti;
affrontare la fragilità e le cause della migrazione nei Paesi di origine e di transito;
allineare le politiche e gli investimenti alla programmazione a livello di Paese.
7. L'Italia dovrebbe sfruttare il ruolo sempre più importante di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ampliando l'utilizzo dei suoi strumenti e rafforzando il coordinamento e la programmazione congiunta con l'AICS, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), avvalendosi della rete di uffici di CDP, in continua espansione, e della consolidata presenza dell'AICS a livello locale.
8. L'Italia dovrebbe basarsi sulle prossime linee guida per definire una visione whole-of-government in materia di coinvolgimento del settore privato che:
agevoli la partecipazione degli attori di tale settore, ponendo al contempo al centro l'impatto sullo sviluppo e l'addizionalità;
chiarisca i mandati e rafforzi il coordinamento tra i vari attori, in particolare AICS, CDP, SACE, SIMEST e ICE;
rafforzi i partenariati, inclusi quelli con l'Unione europea;
garantisca una rendicontazione più coerente sui flussi finanziari.
9. L'Italia dovrebbe continuare a rafforzare la trasparenza, l'accountability e l'apprendimento nell'ambito della sua cooperazione, adottando una gestione proporzionata e basata sui risultati, sostenuta da un impegno costante nella progettazione di sistemi di informazione a livello whole-of-government e dal ricorso a valutazioni strategiche.
10. L'Italia dovrebbe garantire che il personale e le competenze siano adeguati al portafoglio in espansione della sua cooperazione, agli strumenti sempre più diversificati e ai programmi di più ampia portata, anche:
garantendo termini e condizioni competitivi e favorevoli all'interno dell'AICS e perseguendo alternative più sostenibili ai contratti a breve termine per le funzioni fondamentali;
assicurando che CDP disponga di personale, presenza regionale e capacità interne commisurate al suo ruolo in espansione.