Una migliore regolamentazione per rafforzare le dinamiche dei mercati in Italia

 

Osservazioni di Angel Gurría, Segretario Generale dell'OCSE - Presentazione del rapporto OCSE “Una migliore regolamentazione per rafforzare le dinamiche dei mercati”

Roma, 4 maggio 2010
 
Ministro Tremonti, Ministro Calderoli, Professor Catricalà,  Signore e signori,

Sono particolarmente lieto di presentare il rapporto dell’OCSE dal titolo Better Regulation to Ensure Market Dynamics.

Il rapporto ci aiuta a comprendere il quadro delle politiche in Italia in un momento molto importante per l’economia del paese, nel quale si presenta di fronte a noi la necessità di consolidare la ripresa. Ci auguriamo che le nostre raccomandazioni possano fornire un contributo utile, proprio mentre è vivo l’impegno di rafforzare la crescita e orientare l’economia italiana verso un percorso di espansione più sostenuta.

Ringraziamo il Ministro Tremonti per avere ospitato questo incontro.
Saremo lieti di ospitarla a nostra volta per la prossima riunione ministeriale annuale dell’OCSE [il 27 e 28 maggio], che sarà presieduta dall’Italia.  Rivolgiamo inoltre un ringraziamento ai funzionari Italiani che hanno partecipato attivamente al processo che ha condotto alla pubblicazione del rapporto -- Luigi Carbone, Fiorenza Barazzoni, Lorenzo Codogno, Alberto Heimler e Silvia Paparo -- e ai numerosi esperti che hanno fornito informazioni e commenti.

Permettetemi di richiamare alcune delle riflessioni e delle raccomandazioni di questo lavoro.


1. Iniziamo con i segnali incoraggianti

Da lungo tempo l’OCSE segue il processo di riforma normativa in corso in Italia. Abbiamo riconosciuto i progressi compiuti, grazie anche alla semplificazione delle procedure e all’eliminazione degli oneri amministrativi inutili. Supportano questa conclusione i nostri indicatori contenuti in Going for Growth, che mettono l’Italia a confronto con gli altri paesi membri dell’OCSE.

Le nostre statistiche in materia di regolamentazione del mercato dei beni e dei servizi mostrano ad esempio che l’Italia si colloca sullo stesso livello di alcuni paesi vicini quali la Germania, l’Austria e la Francia, mentre risulta indietro rispetto ai migliori dell’Organizzazione (quali Canada, Paesi Bassi, Danimarca e Regno Unito).

Per quanto concerne più nello specifico le riforme in campo amministrativo, anche l’esercizio di semplificazione normativa (il “Taglia leggi”) sta producendo risultati tangibili. Dopo avere eliminato molte leggi inutili – 7.000 nel 2008 e altre 29.000 nel 2009 – la ghigliottina normativa sta diventando un tratto caratteristico dell’Italia. Nella stessa linea, a marzo 2010 sono state abrogate oltre 70.000 atti e sono stati semplificati ulteriormente gli adempimenti richiesti per il lancio di nuove attività economiche.

L’Italia ha inoltre mostrato un deciso impegno per creare un’amministrazione pubblica sempre più efficace. Ciò ha consentito di svecchiare le prassi gestionali e favorito la diffusione di meccanismi più centrati sulla qualità delle prestazioni e orientati ai risultati. Grazie a queste misure il deficit di recepimento rispetto agli paesi, delle normative dell’Unione europee è stato colmato. Si stima che nel solo 2009 gli sforzi di riduzione degli oneri amministrativi hanno abbassato di oltre 4 miliardi di euro i costi annui per le imprese, in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni.

A questo si aggiunge il fatto che l’Italia ha integrato il Competition Assessment Toolkit dell’OCSE nel proprio processo legislativo. Sono stati adottati provvedimenti coraggiosi per promuovere l’apertura del mercato dell’energia, con la prevista introduzione di incentivi per lo stoccaggio del gas, e la realizzazione di un mercato del gas, e sforzi tesi a trasferire i benefici della liberalizzazione economica agli utenti finali. Tutti questi risultati sono lodevoli.


2. Le sfide per il futuro

Permangono tuttavia delle difficoltà e l’Italia deve e può fare meglio.
I nostri esperti hanno predisposto delle simulazioni economiche dei potenziali benefici di ulteriori riforme in campo regolamentare nei prossimi dieci anni. La riforma della normativa che disciplina i settori dell’elettricità e del gas, del commercio al dettaglio e dei servizi professionali accrescerebbe la produttività di quasi il 14%. Nel contesto italiano di debole crescita della produttività e di costo del lavoro per unità di prodotto in più rapido aumento rispetto ai partner vicini dell’UE, i potenziali benefici derivanti dalle forze di mercato meritano speciale attenzione.

Il rapporto individua diversi altri ambiti di riforma che potrebbero in ultima istanza contribuire a un aumento della produttività.

Poiché le piccole e medie imprese sono particolarmente penalizzate dagli oneri normativi, diventa necessario agevolare ulteriormente sia l’ingresso nel mercato sia l’uscita dallo stesso. Occorre intensificare il ritmo di attuazione dei programmi di semplificazione normativa e amministrativa al fine di ridurre le pastoie burocratiche.

Riconosciamo l’efficacia dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e la competenza delle persone che vi lavorano e ne apprezziamo l’azione. Tuttavia, risulta essenziale conferire all’Autorità le risorse necessarie all’adempimento dei suoi compiti.

Diamo inoltre atto nel rapporto che il decentramento regionale può contribuire a promuovere l’efficienza del settore pubblico. Riteniamo tuttavia che il quadro regolamentare e le riforme possano essere meglio coordinati a tutti i livelli di governo. L’esperienza australiana, che abbiamo discusso in un rapporto dell’OCSE di recente pubblicazione, illustra bene gli effetti positivi di un sistema economico adeguatamente strutturato su più livelli.

Le autorità locali hanno considerevoli competenze normative in materia di commercio al dettaglio, energia e trasporti. È importante che i principi di concorrenza siano non soltanto promossi a livello nazionale ma anche tradotti in pratica su scala locale. Occorre abbassare gli elevati costi di ingresso nel settore del commercio al dettaglio, migliorare il coordinamento tra Stato e Regioni per quanto concerne la normativa di riferimento e seguire attentamente nel tempo gli effetti della recente estensione dell’approccio di regolamentazione basata sul mercato nel settore energetico.

Anche la mancanza di progressi significativi nell’eliminazione delle barriere all’ingresso e delle restrizioni in materia di prezzi in una serie di servizi professionali richiede attenzione. Una maggiore flessibilità degli onorari professionali costituisce uno dei modi attraverso i quali le forze di mercato possono essere lasciate libere di operare.

In conclusione, il processo di riforma normativa procede bene e l’Italia ha ottenuto diversi risultati positivi in questo ambito importante di cambiamento strutturale. Sono tuttavia possibili ulteriori miglioramenti per garantire che i benefici di un abbassamento delle barriere normative si traducano in una maggiore crescita economica.

Prima di terminare, vorrei sottolineare che questo rapporto è il frutto della lunga tradizione dell’OCSE in materia di “analisi tra eguali” (peer-review). È inoltre parte di una lunga serie di studi sulla regolamentazione, tra cui la maggior parte dei paesi OCSE e alcune grandi economie non appartenenti all’OCSE quali il Brasile, la Cina e la Russia. È dunque l’esperienza accumulata di tutti questi paesi che possiamo offrire oggi all’Italia.

Ci auguriamo davvero che questo rapporto contribuisca ad arricchire il dibattito politico in Italia. Grazie.

 

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