Riforme strutturali dell’Italia: Sforzi coraggiosi e molto ancora da fare

 

Discorso di apertura di Angel Gurría, Segretario generale OCSE, Conferenza internazionale sulle riforme strutturali in Italia

Roma, 24 settembre 2012

(As prepared for delivery)

Caro Presidente del Consiglio, Cari Ministri, Ambasciatore Oliva, signore e signori, sono lieto di aprire questa conferenza internazionale sulle riforme strutturali in Italia insieme al Presidente Monti.

La riunione tra rappresentanti del governo italiano, esperti italiani e l’OCSE costituisce un’occasione unica per fare il punto sugli importanti passi compiuti dall’Italia negli ultimi mesi, e definire le priorità dell’azione futura. Rappresenta anche il coronamento di un dialogo molto costruttivo che l’OCSE ha avviato già da tempo con le autorità italiane: un dialogo che ci ha permesso di individuare raccomandazioni e esperienze dei Paesi OCSE utili a promuovere e sostenere le riforme dell’Italia. 
 

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Conferenza congiunta Governo Italiano-OCSE su competitività, crescita e occupazione- 24/09/12

(Sinistra / destra) Angel Gurría, Segretario generale OCSE, Mario Monti, Capo del Governo Italiano e Dino Pesole, giornalista de Il Sole 24 Ore, Roma, Italia. Foto: laboratorio fotografico Chig

Vorrei innanzitutto congratularmi con il Presidente Monti e il suo Governo per le decisioni coraggiose prese volte a rimuovere gli ostacoli che da tempo hanno condizionato la crescita dell’Italia, e qui abbiamo i Ministri che lavorano con noi, e io vorrei veramente felicitare tutti i membri dei Governo. Bisogna riconoscere che gli Italiani stanno facendo importanti sacrifici, come ha detto il Presidente. Tuttavia questi sforzi permetteranno di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, e di creare opportunità di crescita, non solo per la terza più grande economia europea, ma per l’intera Europa. La posta in gioco non è soltanto il futuro dell’Italia, ma il futuro stesso della costruzione europea. L’Italia non è l’unica responsabile del successo della costruzione europea, ma il suo successo, il successo italiano nel superare i propri problemi, darà un contributo decisivo.

Se attuate pienamente, le riforme daranno grandi benefici


Le riforme strutturali avviate dal Governo Monti in materia di consolidamento fiscale, liberalizzazioni, semplificazione, mercato del lavoro, lotta alla corruzione, pongono le basi per un’Italia più forte, più competitiva e più solidale. Secondo le nostre stime, grazie a queste misure il PIL dell’Italia dovrebbe aumentare di circa il 4% nei prossimi dieci anni, e questo soltanto con le misure che già sono state annunciate. Ciò significa un incremento annuo di circa 0,4 punti percentuali per il prossimo decennio sulla base delle riforme annunciate fin’ora. Non si tratta soltanto di garantire al Paese una maggiore prosperità nel futuro, ma di creare posti di lavoro ora, e soprattutto di accrescere oggi la fiducia nel futuro.

Per portare frutti, le riforme devono essere pienamente attuate. L’Italia deve agire in fretta per stimolare la competitività, favorire l’innovazione, garantire un’istruzione di alta qualità, migliorare la coesione sociale, modernizzare la pubblica amministrazione. L’Italia deve inoltre combattere l’evasione fiscale, lottare contro la corruzione e aumentare l’integrità del settore pubblico.

L’impegno per le riforme è fondamentale, oggi e nel futuro


Vorrei sottolineare non solo la reale importanza delle riforme strutturali intraprese, ma anche la necessità di andare fino in fondo, tenere il passo e garantire la continuità nei prossimi anni dell’agenda riformista. No alla tentazione di tornare indietro smontando le riforme compiute.

No alla tentazione di tornare indietro smontando le riforme compiute.

L’esperienza internazionale mostra che occorre agire su diversi fronti contemporaneamente affinché le riforme diano risultati tangibili: fiscalità, lavoro, riforma del mercato dei prodotti, competitività, innovazione, istruzione, crescita verde: l’Italia sta facendo progressi in molti di questi settori. Vorrei tuttavia sottolineare soltanto cinque piste – perché ce ne sono dodici o tredici nel rapporto –, cinque piste che l’Italia deve seguire nel cavalcare quest’onda tumultuosa delle riforme.

  • Primo, la necessità di migliorare la competitività. Non si osservano in Italia miglioramenti tangibili nel campo della competitività. Questo deve cambiare! Per migliorare la competitività italiana occorre agire su tre fronti: aumentare la produttività, mantenere moderate le dinamiche salariali in modo che siano in linea con la produttività, e ridurre la pressione fiscale sul reddito da lavoro, a condizione di farlo in modo fiscalmente neutro.

  • Secondo, consolidare le finanze pubbliche. Come per molti altri Paesi – anche Paesi OCSE – risanare le finanze pubbliche è una sfida difficile, ma tutti noi sappiamo che è necessaria, indispensabile. Le riforme strutturali vanno di pari passo con la sostenibilità fiscale. Questo richiede ulteriori sforzi per ridurre a livelli più sostenibili l’alto debito sovrano italiano. L’obiettivo di pareggio di bilancio strutturale per il 2013 è da salutare positivamente, e il Governo deve impegnarsi in maniera decisa per raggiungerlo.

  • Terzo, rafforzare le politiche sociali. All’OCSE diciamo “attuare le riforme strutturali”, ma diciamo ancora “migliorare la coesione sociale”. Secondo gli ultimi dati in nostro possesso sul mercato del lavoro, in Italia il tasso di disoccupazione è attualmente vicino all’11%, mentre la disoccupazione giovanile è tre volte superiore, e ha superato già la soglia del 35%.[i] Non si tratta solo di numeri, ma di sogni spezzati, erosione della fiducia, paura, talora disperazione. Le riforme del mercato del lavoro hanno posto le basi per affrontare i problemi di lunga data del mercato del lavoro italiano. Mi riferisco alla scarsa partecipazione delle donne e dei giovani, e all’elevata segmentazione che condanna molti lavoratori, e soprattutto i più giovani, alla precarietà, e lascia intravedere poche speranze di un futuro migliore. Vogliamo un mercato del lavoro efficiente, inclusivo, e la riforma deve essere attuata rapidamente, ma deve anche essere sostenuta da politiche occupazionali mirate, da ulteriori investimenti nell’istruzione, nella formazione e da politiche sociali volte ad aiutare le fasce più deboli, più vulnerabili.

  • Quattro. Cambiamento strutturale, sociale, ma anche verde, questo lo chiamiamo eco-compatibilità. Le riforme strutturali offrono una grande opportunità di rendere più verde la nostra economia. I cambiamenti strutturali non possono fare affidamento sulle stesse energie altamente inquinanti che stanno distruggendo il nostro pianeta. Non c’è altra strada: le politiche di crescita verde hanno lo scopo di stimolare la crescita economica garantendo allo stesso tempo la disponibilità delle risorse naturali necessarie al nostro futuro. Si tratta di una sfida intergenerazionale.

  • Quinto, e ultimo. Il ruolo fondamentale dell’attuazione. Implementation, implementation, implementation. L’attuazione delle riforme richiede istituzioni competenti ed efficaci per guidare e valutare i progressi. Per sostenere e migliorare l’attuazione delle riforme è necessario proseguire gli sforzi di modernizzazione dell’amministrazione pubblica e compiere ulteriori passi a favore dell’integrità e della trasparenza, e della lotta alla corruzione. Anche la scelta del momento è importante, un’opportunità. Una maggiore competitività e una migliore regolamentazione daranno risultati più rapidi e più stabili, se sostenute da un mercato del lavoro e da un sistema di formazione più efficienti e in grado di assicurare una migliore redistribuzione delle risorse tra settori e aziende; adeguate misure di protezione contribuiranno inoltre a potenziare i risultati.

Le riforme strutturali, signor Presidente, sono un passo fondamentale sulla strada della prosperità. L’analisi dell’OCSE mostra che possono produrre più benefici contemporaneamente: promuovono l’imprenditorialità; stimolano la competitività; migliorano le condizioni del mercato del lavoro; aumentano la produttività; favoriscono l’innovazione; e accrescono la concorrenza. Possono aiutare le persone a ritrovare un impiego e a diventare lavoratori più qualificati e più produttivi. Possono, infine, contribuire a contrastare le dualità del mercato del lavoro al fine di ridurre le disuguaglianze e rafforzare il sistema previdenziale.

Queste riforme sono importanti non solo per l’Italia ma anche per l’Europa


Le situazioni dell’Italia e dell’Europa sono strettamente connesse: il clima economico europeo, con la crisi dell’euro sempre in agguato costituisce un contesto particolarmente difficile. Le sorti dell’Italia dipendono dal successo dell’Europa, ma come avevamo detto, è vero anche il contrario: il successo dell’Italia determinerà il successo dell’Europa. Le azioni intraprese a livello europeo stanno aiutando l’Italia, e continueranno a farlo. Le misure annunciate dalla Banca Centrale Europea due settimane fa offrono all’Eurozona gli strumenti di cui aveva disperatamente bisogno per contrastare l’instabilità dei mercati finanziari – e qui voglio porgere le mie congratulazioni e un chiaro riconoscimento al Presidente Monti per il suo ruolo in questo cambiamento importantissimo non soltanto per l’Italia, insisto, ma soprattutto in questo caso per la Banca Centrale Europea. Perché non è questione soltanto di convincere l’amico Draghi, che è un buon italiano, e che naturalmente di preoccupa per l’Italia: ma naturalmente c’era bisogno di convincere tutti i leader europei. E le istituzioni europee già sono nella direzione giusta – o almeno in una direzione migliore – manca l’azione, in pratica.

Il fiscal compact, l’unione bancaria, le altre iniziative volte a rafforzare la governance economica dell’eurozona danno all’Europa prospettive più solide. Altrettanto importante è il fatto che, in cambio, le riforme dell’Italia, aumentando la competitività e produttività del Paese, aiuteranno l’Europa contribuendo a risolvere gli squilibri interni, che sono la base della crisi dell’eurozona. Ripristinando il potenziale di crescita dell’Italia, le riforme ristabiliranno la fiducia di cui i mercati hanno bisogno affinché continuino gli investimenti. Affrontando le sfide sociali dell’Italia, le riforme daranno ai cittadini italiani e degli altri Paesi dell’eurozona la fiducia di cui hanno bisogno per superare le attuali difficoltà e credere in un futuro più prospero.

Presidente, Ministri, signore e signori,

L’Italia sta affrontando delle sfide molto complesse, prendendo decisioni coraggiose, necessarie, senza precedenti.

Sono sicuro che le riforme ad ampio raggio che il Governo italiano sta attuando porteranno al più presto i loro frutti. Ho fiducia nella grande capacità degli Italiani di superare le difficoltà. E per riprendere le parole attribuite a Leonardo Da Vinci: “Ammiro coloro che sanno sorridere quando sono nei guai, e che sanno trarre forza dalle avversità e sono audaci nel ragionare”. Tutto ciò è insito nello spirito degli Italiani, e sono certo che le misure adottate da questo Governo contribuiranno ad alimentare questo spirito. Inoltre gli Italiani possono oggi beneficiare dello stesso Mario Monti, che, ho già detto molte volte, è l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto.

Presidente, Lei può contare sull’OCSE nel realizzare tutto ciò. Siamo pronti a continuare a lavorare con l’Italia e per l’Italia, nell’elaborazione e attuazione di politiche migliori per una vita migliore, per creare un’economia italiana del dopo crisi più forte, più verde, più solidale.

Grazie.

 



[i] OECD, OECD Harmonised Unemployment Rates News Release: July 2012.

For the English version: Italy’s Structural Reforms: Courageous Efforts and More to be Done

 

 

 

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