PME et entreprenariat

La carta di Bologna sulle politiche concernenti le PMI

 

(ADOTTATA IL 15 GIUGNO 2000)

I Ministri e i Rappresentanti dei Governi di Algeria, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Corea, Danimarca, Egitto, Federazione Russa, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Marocco, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria, Vietnam, che hanno partecipato alla Conferenza di Bologna:

RICONOSCENDO l'importanza sempre maggiore delle piccole e medie imprese (PMI) per la crescita dell'economia, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo regionale e locale e la coesione sociale, anche grazie al ruolo svolto dalle donne imprenditrici e dai giovani imprenditori;

RICONOSCENDO che lo spirito d'iniziativa imprenditoriale e un settore dinamico di PMI sono importanti per la ristrutturazione delle economie e per la lotta alla povertà;

RICONOSCENDO che la globalizzazione, l'accelerazione del progresso tecnologico e le innovazioni creano opportunità per le PMI, ma che comportano anche costi di transizione e nuove sfide e che la globalizzazione dovrebbe portare ad un livello di vita più elevato per tutti e che i benefici che ne derivano dovrebbero essere accessibili a tutti su una base equa;

RICONOSCENDO che le politiche concernenti le PMI devono essere adeguate alle circostanze e alle priorità dei singoli Paesi e settori, contribuendo allo sviluppo sostenibile ed al progresso sociale;

ACCOLGONO FAVOREVOLMENTE i lavori sulle PMI condotti dall'OCSE e da altre istituzioni internazionali e incoraggiano il proseguimento degli scambi multilaterali di esperienze e di politiche in materia di pratiche migliori in vista di rafforzare i partenariati e la cooperazione fra PMI dei Paesi Membri dell'OCSE e dei Paesi Non membri. In tale prospettiva, la prima Conferenza dei Ministri responsabili delle PMI e dei Ministri dell'Industria, organizzata congiuntamente dall'OCSE e dall'Italia, rappresenta un'importante occasione per individuare azioni del settore pubblico e privato per aiutare le PMI a sviluppare il loro potenziale locale, traendo allo stesso tempo beneficio dai vantaggi della globalizzazione e della liberalizzazione degli scambi.

RICONOSCONO che la competitività delle PMI dovrebbe trarre vantaggio da:

un quadro regolamentare che non imponga indebiti vincoli alle PMI e che sia propizio all'iniziativa imprenditoriale, alle innovazioni e alla crescita, grazie, fra le altre cose: alla promozione di una buona gestione e di una maggiore responsabilità da parte delle pubbliche amministrazioni; all'applicazione di una equa e trasparente politica di concorrenza e all'attuazione di efficaci misure di lotta alla corruzione, nonché grazie alla promozione di regimi fiscali trasparenti, stabili e non discriminatori;

politiche dell'istruzione e della gestione delle risorse umane che favoriscano una cultura innovatrice e imprenditoriale, anche attraverso la formazione continua e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, che incoraggino la mobilità delle risorse umane e che riducano le disparità di competenze migliorando l'adeguamento fra insegnamento e domanda del mercato del lavoro;

un effettivo accesso delle PMI ai servizi finanziari, in particolare al capitale di avvio, di esercizio e di sviluppo, compreso l'accesso a strumenti finanziari innovativi destinati a ridurre i rischi e i costi di transazione associati al finanziamento delle PMI;

un ambiente che sostenga lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie per le PMI e attraverso le PMI, al fine di trarre vantaggio dall'economia fondata sul sapere;

il rafforzamento dei partenariati pubblico-privato e del dialogo politico e sociale che coinvolga tutte le parti interessate a livello territoriale e istituzionale, quali strumenti di scambio d'informazioni, di utilizzo delle conoscenze e di elaborazione delle politiche;

uno sforzo per assicurare l'efficienza dei costi delle politiche a favore delle PMI e la loro coerenza con altre politiche nazionali nonchè con i programmi internazionali esistenti.

RICONOSCENDO il contributo essenziale dell'innovazione alla competitività delle PMI, il ruolo centrale svolto dalle PMI nei sistemi nazionali d'innovazione, e l'importanza di un migliore accesso alle informazioni, al finanziamento e al lavoro in rete per facilitare il processo d'innovazione, RACCOMANDANO che, nello sviluppo delle politiche concernenti le PMI, siano considerati i seguenti aspetti:

che la capacità delle PMI di gestire le innovazioni sia migliorata: facilitando l'assunzione e la formazione di personale qualificato; diffondendo una cultura dell'innovazione; divulgando informazioni concernenti le tecnologie e i mercati e assicurando misure di sostegno a loro adeguate (grazie, per esempio, a un miglioramento dei relativi meccanismi del mercato del lavoro, a legami tra il sistema educativo e le imprese, e a relazioni dell'industria con il settore della ricerca pubblica e con le università);

che gli ostacoli finanziari all'innovazione nelle PMI siano ridotti:

  1. facilitando lo sviluppo di meccanismi di mercato per il finanziamento sotto forma di capitali propri, nonché quello dei servizi connessi, in particolare per gli start-up innovativi;
  2. promuovendo i programmi e le misure di condivisione dei rischi, compresi il sostegno finanziario e gli incentivi fiscali alla R&S e alle innovazioni;
  3. sostenendo iniziative che contribuiscono a sviluppare "partenariati per l'innovazione" fra imprenditori, organismi pubblici e finanziari;

che l'accesso delle PMI alle reti nazionali e mondiali d'innovazione sia facilitato e che la loro partecipazione a programmi di R&S e gare di appalto pubblici siano incoraggiati.

RICONOSCENDO che in un certo numero di Paesi i gruppi di imprese2 e le reti possono svolgere un ruolo importante per stimolare la capacità d'innovazione e la competitività delle PMI, RACCOMANDANO che, nello sviluppo delle politiche concernenti le PMI, siano considerati i seguenti aspetti:

che la costituzione di partenariati che coinvolgono gli attori privati, le ONG e vari livelli e settori della pubblica amministrazione nel quadro delle strategie di sviluppo di gruppi o di reti di imprese locali, sia facilitata;

che il settore privato giochi un ruolo attivo nelle iniziative di creazione di gruppi di imprese mentre il settore pubblico svolge il ruolo di catalizzatore secondo le priorità nazionali e locali (per esempio, facilitando l'investimento privato attraverso incentivi pubblici, facilitando l'accesso al capitale d'avviamento e valutando i risultati delle iniziative di creazione di reti);

che gli organismi pubblici e privati stimolino la crescita dei distretti industriali (esistenti o embrionali) migliorando il loro accesso a locali e a infrastrutture di comunicazione e di trasporto efficaci; facilitando la specializzazione locale delle relazioni università-industria; diffondendo informazioni mirate, in particolare sui vantaggi degli insediamenti e sul carattere attrattivo degli investimenti; incoraggiando le reti di fornitori, i servizi di sostegno tecnico, i circoli di apprendimento e altre forme di collaborazione.

RICONOSCENDO che il commercio elettronico crea opportunità e sfide per le PMI, RACCOMANDANO che nello sviluppo delle politiche concernenti le PMI siano considerati i seguenti aspetti:

che sia tenuto pienamente conto delle prospettive delle PMI sia nell'elaborazione delle linee guida, delle regole e delle iniziative regolamentari, degli strumenti relativi alle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) e al commercio elettronico, dedicando una particolare attenzione alle conclusioni della Conferenza ministeriale dell'OCSE tenutasi a Ottawa nell'ottobre del 1998 ;

che sia stimolata una maggiore consapevolezza da parte delle PMI dei vantaggi della società dell'informazione e dell'integrazione dell'utilizzo di Internet e del commercio elettronico nelle loro strategie:

  1. incoraggiando la diffusione delle informazioni sulle opportunità e sulle difficoltà connesse al commercio elettronico;
  2. eliminando gli ostacoli giuridici legati al supporto cartaceo nelle transazioni commerciali elettroniche, nonché gli ostacoli amministrativi alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese;
  3. romuovendo un mercato concorrenziale di infrastrutture di rete di elevata qualità;
  4. utilizzando Internet nelle relazioni fra amministrazioni pubbliche e PMI e promuovendo gli appalti pubblici per via elettronica che siano accessibili alle PMI in condizioni di uguaglianza.

che la partecipazione delle PMI al commercio elettronico sia rafforzata :

  1. favorendo un ambiente propizio alle iniziative delle imprese che mirano a promuovere l'uso delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e il commercio elettronico (per esempio, centri di risorse e di dimostrazione, iniziative di formazione, progetti pilota) ;
  2. incoraggiando lo sviluppo di sistemi efficaci e facili all'uso per la certificazione, l'autenticazione, i sistemi di sicurezza delle transazioni, la protezione della privacy e dei consumatori, e in modo più generale offrendo un ambiente economico attrattivo al commercio elettronico in campi quali gli scambi, la concorrenza, i diritti di proprietà intellettuale (DPI), le norme e la fiscalità;
  3. permettendo alle PMI di lavorare in un quadro giuridico in materia di commercio elettronico che sia chiaro, coerente e prevedibile e che consenta di accedere a meccanismi di risoluzione delle controversie di tipo non giurisdizionale senza eccessivi costi e complicazioni.
    Riguardo all'aumento della competitività delle PMI nelle Economie in transizione e nei Paesi in via di sviluppo nell'economia globale e i loro partenariati con le PMI dei Paesi dell'OCSE, RACCOMANDANO che, nello sviluppo delle politiche concernenti le PMI, siano considerati i seguenti aspetti:

migliorare il coordinamento fra governi e organizzazioni regionali e internazionali in materia di programmi di sviluppo industriale e di iniziative mirate a sostenere la crescita delle PMI nelle Economie in transizione e in via di sviluppo;

promuovere i servizi di sostegno e i servizi finanziari, compresi quelli offerti dai soggetti intermediari (per esempio, organizzazioni di mutua assistenza, associazioni imprenditoriali, centri di assistenza tecnica, ecc.) per stimolare la cooperazione internazionale e i partenariati fra PMI e per offrire un migliore accesso alle informazioni, alle risorse finanziarie e tecnologiche e ai nuovi mercati;

le politiche concernenti le PMI nelle Economie in transizione e in via di sviluppo promuovano lo sviluppo a lungo termine di questo settore e incoraggino il lavoro in rete. I meccanismi politici e istituzionali che favoriscono le grandi imprese, spesso controllate dallo Stato, a svantaggio delle piccole imprese, in particolare nei settori che non rispondono alle caratteristiche delle economie di scala o di altre condizioni di "monopolio naturale", devono essere rimossi.


AZIONI FUTURE

I Ministri e i Rappresentanti dei Governi dei Paesi che partecipano alla Conferenza di Bologna:

CONVENGONO di operare congiuntamente e all'interno delle organizzazioni internazionali per migliorare la complementarità delle iniziative bilaterali e multilaterali per promuovere la costituzione di partenariati di PMI su scala mondiale e per facilitare la disponibilità di adeguati strumenti finanziari e non finanziari al fine di promuovere lo sviluppo delle PMI;

CONVENGONO sull'utilità di comparare a livello internazionale dei progressi dell'efficacia delle politiche concernenti le PMI, del quadro regolamentare e delle loro prestazioni, sulla base di dati e statistiche rilevati a livello nazionale e regionale, inclusi quelli sul commercio elettronico.

PRENDONO NOTA, con interesse, della proposta italiana di creare e di promuovere una RETE INTERNAZIONALE PER LE PMI (RIPMI). ACCOLGONO FAVOREVOLMENTE l'offerta dell'Italia di realizzare uno studio di fattibilità che comprenda una valutazione dei bisogni, al fine di definire la possibile struttura e lo sviluppo della RIPMI che potrà anche trarre beneficio dal supporto fornito dai Paesi interessati nonché dai contributi del settore privato. I Ministri e l'OCSE saranno informati dei risultati dello studio di fattibilità [cf. il documento della Conferenza intitolato "Proposta italiana di Rete internazionale per le PMI (RIPMI)" ];

CONVENGONO sull'importanza di dare un seguito ai risultati ottenuti nel corso della Conferenza di Bologna e di proseguire il dialogo sulle politiche fra i Paesi Membri dell'OCSE e i Paesi Non membri e GUARDANO CON FAVORE alla possibilità di una seconda Conferenza dei Ministri incaricati delle PMI e dei Ministri dell'Industria per valutare l'impatto sulle PMI dei nuovi sviluppi relativi alla globalizzazione.

 

 

 

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