Economic surveys and country surveillance

Italia: mantenere la barra diritta e puntare sul futuro

 

Discorso di Angel Gurría, Segretario Generale dell’OCSE, presentazione dello


Roma, 2 maggio 2013

(As prepared for delivery)

 

Primo Ministro Mario Monti, Ministro Fabrizio Saccomanni, Ministri, Onorevole Antonio Marzano, Signore e Signori,

Vi ringrazio per avermi invitato ancora una volta nel vostro Paese. Nel settembre scorso ero qui a Roma con il Presidente Monti per presentare il rapporto “Italia: dare slancio alla crescita e alla produttività”. In quell'occasione, avevo encomiato le coraggiose ed essenziali decisioni adottate dal vostro Paese al fine di avviare ambiziose riforme destinate ad affrontare la crisi e a creare le condizioni necessarie alla ripresa economica.

 

Oggi sono qui per dirvi di mantenere la barra diritta e puntare sul futuro! Certo, la situazione dell’Italia è ancora delicata: probabilmente il PIL subirà un calo dell'1,5% quest'anno – e non è prevedibile una rapida ripresa – mentre il tasso di disoccupazione si avvicina al 12%.

 

L'Italia, però, sta facendo progressi tangibili e non è cosa da poco: i rischi di rallentamento economico si sono ridotti, la fiducia sta progressivamente crescendo e si prevede che il Paese esca dalla recessione nel 2014. Riteniamo che i piani presentati nel Programma di Stabilità dovrebbero consentire al rapporto debito pubblico/PIL di giungere a un massimo di circa il 134% del PIL, nel 2014 o 2015, contro il 127% alla fine del 2012, per poi cominciare a diminuire.

 

Per questa ragione, oggi più che mai, è essenziale continuare sulla scia delle riforme adottate. Queste ultime sono necessarie per affrontare il retaggio del passato, lasciarlo alle spalle e preparare la strada per un futuro più promettente.  Innanzitutto, l’Italia si trascina da lunga data un problema di scarsa competitività, anteriore alla crisi, e che deve essere risolto. Negli ultimi vent'anni, l’Italia ha registrato la crescita reale del PIL pro capite più bassa dei Paesi dell’OCSE. Tale situazione, che riflette il sottostante basso tasso di crescita della produttività, ha aggravato i problemi di finanza pubblica e ha comportato lo stallo, e di recente persino il calo, del livello dei redditi reali.  Questo stato di cose deve cambiare!

 

Mantenere la barra diritta: una triplice strategia per affrontare le riforme

, che sono venuto a presentarvi e sul quale si baseranno le discussioni del nostro seminario, contiene tre raccomandazioni fondamentali:

 

  1. proseguire con gli sforzi intrapresi per garantire il consolidamento delle finanze pubbliche;
  2. progredire nel programma di riforme strutturali in materia di regolamentazione del mercato dei prodotti, politica della concorrenza, giustizia civile, politica del mercato del lavoro;
  3. rafforzare l’attuazione delle politiche governative, la conformità alle leggi e la trasparenza.

 

Vorrei soffermarmi su queste tre raccomandazioni fondamentali presentate nello Studio.

 

1 - Consolidare i progressi in materia di sostenibilità delle finanze pubbliche

Dalla crisi dell'autunno 2011 ad oggi, l'Italia ha già conseguito un'importante azione di consolidamento delle finanze pubbliche. A giudicare dagli attuali livelli dei tassi di interesse del debito pubblico italiano, i mercati finanziari hanno apprezzato tale progresso. La reazione relativamente moderata dei mercati di fronte all'incertezza politica dell'ultimo anno è anche indice di un certo grado di fiducia.

 

Dobbiamo fare attenzione, però, a non trarre troppe conclusioni dalle cifre! Il sostegno della Banca Centrale Europea, a volte attivo ed altre volte implicito, è una delle ragioni alla base di tale miglioramento e la fiducia può svanire improvvisamente nel nulla. Lo spread esistente tra i tassi di interesse italiani e tedeschi – che non è riconducibile soltanto alla differenza tra i due livelli di debito – è un'indicazione della percezione dei rischi legati agli investimenti nel vostro Paese.

 

L'OCSE è favorevole agli obiettivi presentati nel recente Programma di Stabilità e alle misure necessarie per raggiungere tali obiettivi, fissati per quest'anno e per il 2014, che dovrebbero portare ad un calo di lungo termine dell'elevato livello di debito pubblico dell'Italia. Tuttavia, va ricordato, che nonostante l’attuazione di tali misure, il livello del debito rimarrà elevato ancora per qualche tempo. Ecco perché è importante continuare sulla via del risanamento fondato su un approccio strutturale, anche a costo di tempi più lunghi per raggiungere l’obiettivo fissato, se l’economia dovesse indebolirsi. Ma soprattutto la composizione del consolidamento può essere migliorata per essere più favorevole alla crescita e all’equità. Tagliare le tasse sul lavoro è la cosa da fare se si vuole davvero far crescere il reddito e l’occupazione. Le alte tasse potranno essere tagliate più avanti. E comunque per ridurre le tasse in misura sostenibile bisogna ridurre le spese.

 

2 – Progredire nel programma di riforme strutturali 

Alla strategia italiana in materia di politica fiscale devono essere affiancate riforme che favoriscano la crescita. Come abbiamo già fatto presente a molti Paesi, i potenziali vantaggi dell’approccio strutturale sono notevoli. Secondo le nostre analisi, le riforme strutturali avviate dalla fine del 2011 potrebbero portare a un aumento del PIL potenziale di circa il 5,5% nei prossimi 10 anni. Ciò consentirebbe di ottenere una maggiore competitività e un livello superiore di efficienza economica, ma anche migliori prospettive sul fronte dell'occupazione.

 

Un'importante riforma, ad esempio, ha consentito di estendere i poteri di vigilanza dell'Autorità garante della concorrenza su quei provvedimenti anticoncorrenziali della pubblica amministrazione a livello nazionale, regionale e locale che violano i principi di concorrenza.  Tra i successi ottenuti si possono citare le riforme del mercato del lavoro e della protezione sociale, che hanno introdotto una maggiore flessibilità laddove era necessaria, cioè nel campo delle procedure di licenziamento e dei primi contratti, nonché le misure destinate a ridurre un uso eccessivo dei contratti atipici. È auspicabile che a tali sforzi si affianchino azioni di sostegno alla formazione e alla ricerca di lavoro, in linea con la rete di protezione sociale. Riuscire ad ottenere un tale allineamento è uno degli obiettivi più ardui dei prossimi anni.

 

Alcune riforme non gravano sul bilancio, come quelle che riguardano ad esempio la regolamentazione, mentre altre gravano maggiormente sulle risorse di bilancio, come quelle volte ad estendere la rete di protezione sociale, a preservare il sistema sanitario e a ridurre l'onere fiscale sul lavoro.

 

Come fare per finanziare le riforme in questi campi? L’Italia deve continuare sulla via del risanamento. La riduzione delle tasse, ove possibile, deve avvenire dove aiuta la crescita e il lavoro. La revisione della spesa può indicare i campi nei quali si può risparmiare ed altri nei quali, al contrario, bisogna investire di più. Sul breve termine, inoltre, è possibile ridurre molti degli specifici sussidi e detrazioni fiscali destinati alle imprese, indirizzando tali risorse a programmi di spesa prioritari. Sul lungo termine, sarà possibile ridurre gradualmente il livello complessivo di imposizione.

 

Così come per il consolidamento delle finanze pubbliche, anche nel caso delle riforme strutturali occorre garantire un'effettiva attuazione e lasciare che tali riforme diano i loro frutti. Ciò significa che è necessario evitare di cedere alla pressione dei gruppi di interesse e cambiamenti frammentari. Il tema dell'attuazione delle politiche mi consente ora di passare al terzo punto di cui vorrei parlarvi.

 

3 - Colmare le lacune in materia di attuazione e ripristinare la fiducia

Lo Studio economico sull'Italia dedica un capitolo ai vari aspetti dell'attuazione delle politiche: stesura e adozione della legislazione, e ruolo degli organi governativi nel sostenere le politiche e nel garantire efficacia, trasparenza e responsabilizzazione. La trasparenza e la responsabilizzazione sono altresì essenziali per favorire l'efficienza e la buona governance, contrastare la corruzione e ridurre la vulnerabilità al crimine organizzato.

 

L'OCSE è molto favorevole a un più ampio uso della Consip, la centrale di acquisti della pubblica amministrazione, al fine di ridurre i costi e la corruzione. Siamo convinti che i provvedimenti volti ad accrescere l'efficienza della giustizia civile, come il processo di semplificazione attualmente in corso in Italia e una maggiore attenzione ad incentivi con effetti a volte perversi, consentiranno di risparmiare risorse e di fornire sostegno a un settore imprenditoriale più efficiente.

 

Puntare sul futuro, ma non perdere mai di vista il presente!

Signore e Signori: Puntare sul futuro, ma non perdere mai di vista il presente! I migliori programmi di aggiustamento sono quelli che possono essere aggiustati! Come ho già detto prima, e lo ribadisco ancora una volta, l'Italia deve perseguire simultaneamente misure di consolidamento delle finanze pubbliche e riforme strutturali per uscire dal circolo vizioso che comprende un basso livello di crescita, un'elevata disoccupazione, un elevato livello del debito e la sfiducia nei confronti del Governo e delle istituzioni. Non possiamo dimenticare, però, che le riforme devono migliorare la prosperità e il benessere dei cittadini.

 

La recessione ha avuto un impatto su tutti noi, ma in particolare sui più vulnerabili e sui giovani, che rappresentano il nostro futuro. Come avviene in molti altri Paesi dell'OCSE, l'Italia registra un elevato livello di disuguaglianza, esacerbato dopo la crisi dalla difficile situazione del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto quasi il 12% – un livello che, in sé, è già difficile da affrontare – ma la disoccupazione giovanile è tre volte più elevata, ed ha in realtà raggiunto quasi il 38%.

 

Il futuro dell'Italia dipende dalle azioni adottate oggi. È quindi essenziale avviare politiche destinate a proteggere chi non può tutelare se stesso al fine di assicurare la prosperità intergenerazionale. 

 

Va rilevato, prima di tutto, che l'onere dell’aggiustamento strutturale deve essere condiviso equamente. Ciò significa che è opportuno favorire le misure che compromettano il meno possibile la crescita e la coesione sociale, e adottare politiche d’intervento pubblico che abbiano il più lieve impatto possibile sui costi di breve termine e su quelli sociali. Nel breve termine, ad esempio, sarebbe forse necessario, a certe condizioni, posticipare l'attuazione di alcune misure riguardanti il mercato del lavoro, come quelle sui contratti temporanei, fino a quando le condizioni economiche migliorino.

 

Equità significa anche che ogni soggetto deve corrispondere la sua giusta parte di imposte.  A tal fine, è necessario perseverare per accrescere il rispetto degli obblighi fiscali da parte di ogni contribuente, che si tratti di grandi imprese che trasferiscono artificialmente l'utile imponibile verso paesi a bassa imposizione o di persone molto abbienti che non dichiarano tutti i loro redditi.

 

Alcune misure, come il redditometro, che permette di determinare il reddito di un contribuente analizzando l'acquisto di beni di consumo e paragonando il totale al reddito dichiarato, fanno aumentare i costi amministrativi destinati a contrastare l'evasione fiscale e fanno pesare un onere ingiusto sulle persone e le imprese rispettose della legge -- che si comportano onestamente e pagano le tasse. Quando l'evasione fiscale è un fenomeno diffuso, bisogna decidere se si vogliono mitigare le misure di contrasto all'evasione (riducendo così i costi amministrativi) o mantenere costi amministrativi elevati. 

 

Conclusione

Quindi quali sono queste future misure? Si possono seguire diverse strategie per il futuro ed effettuare varie scelte per l’esatta formulazione delle misure da adottare. Purtroppo, le soluzioni non sono semplici. Un duplice e arduo compito grava ora sui policy maker, sui policy maker responsabili: convincere gli italiani della necessità di agire e suscitare consenso sulle misure da adottare.  Il ripristino della fiducia ha un ruolo da svolgere in questa storia. L'OCSE è pronta a sostenere questo processo.

 

 

 

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