I vantaggi che i Paesi Membri possono trarre dall’OCSE, in particolare nel campo dell’economia politica delle riforme

Osservazioni di Angel Gurría, Segretario Generale dell’OCSE
Cena organizzata dal Ministro degli Affari Esteri Italiano
Roma, il 22 febbraio 2007

Caro Ministro, Signore e Signori

Vi ringrazio vivamente per questo invito. Colgo l’occasione per condividere alcune osservazioni su come i Paesi membri possono trarre vantaggio dai lavori dell’OCSE, con particolare riferimento alle sfide di migliorare la performance economica e di progredire nella cosìdetta politica economica della riforma.

La nostra Organizzazione offre una sede di discussione in cui i governi, possono raffrontare e scambiare le proprie esperienze, individuare le buone pratiche e promuovere le decisioni e raccomandazioni mediante la pressione dei pari in tutte le aree interessate dall’elaborazione delle politiche.

Possiamo avvalerci di una lunga tradizione quale fonte di soluzioni a problemi comuni, che deriva dall’esperienza comune di 30 democrazie, lungo l’arco di quasi 50 anni di attività al servizio dei nostri Paesi membri.

La sfida della globalizzazione e la necessità di adeguarsi a un mondo che cambia rapidamente hanno accresciuto l’importanza delle riforme strutturali. Paradossalmente, esse incontrano una sempre maggiore opposizione, e quindi, come lo state sperimentando oggi in Italia, il progresso di tali riforme sta diventando uno dei compiti più difficili  dei governi democratici.

L’OCSE è un partner strategico dei decisori nei complessi compiti tesi a promuovere le riforme strutturali, nella cosìdetta politica economica della riforma. Tali riforme comportano spesso costi molto visibili per alcuni gruppi chiaramente individuabili, mentre i loro benifici si concretizzano in un secondo tempo, e sono meno sicuri e meno concentrati. All’OCSE offriamo ai governi un’analisi, dati statistici comparabili e contenuti per le politiche volte ad aiutarli nell’elaborazione di messaggi mirati che consentiranno di evidenziare meglio tali benifici.

Disponiamo infatti di sufficienti dati empirici per mostrare come i paesi che hanno progredito nei propri programmi di riforma hanno migliorato le loro performance economiche. Ad esempio: paesi quali la Spagna, l’Irlanda e la Finlandia sono riusciti a incentivare i livelli di occupazione ispirandosi ad alcune delle raccomandazioni della Jobs Strategy dell’OCSE del 1994; i primi sforzi della Svezia nell’attuare la riforma della regolamentazione negli anni ’90 hanno condotto a un’ottima performance economica, con alti tassi di crescita, bassi livelli di disoccupazione e un’inflazione stabile; le strategie di liberalizzazione della Polonia e della Slovacchia all’inizio degli anni ’90 sono state anch’esse segnate da numerose esperienze positive che dimostrano come la riforma economica può attivare la crescita.

La nostra analisi sui Paesi dell’OCSE mostra che le complicazioni burocratiche e l’eccesso di regolamentazione hanno rallentato il ritmo con il quale i paesi ritardari hanno colmato i divari che hanno tra di loro e rispetto ai paesi leader, scoraggiando gli IDE e gli investimenti nella Tecnologia dell’Informazione. Stimiamo che il 12% dei divari da paese a paese negli investimenti TI (come quota del totale degli investimenti), fra il 1985 e il 2003, possono essere collegati alle variazioni della regolamentazione del mercato dei prodotti; con l’ America in prima posizione nella quota di investimenti TI e paesi come la Francia, l’Italia, la Grecia e il Portogallo che sono rimasti indietro.

A partire da tali conoscenze empiriche, l’OCSE ha anche elaborato un esercizio di analisi comparativa per misurare i progressi compiuti dai paesi nel loro programma di riforma. La nostra pubblicazione Going for Growth 2007, è un esame comprensivo dei progressi compiuti dai nostri Paesi Membri nel campo della concorrenza del mercato, dell’innovazione e della produttività.

L’OCSE lavora con rigore e immaginazione per offrire ai politici gli strumenti necessari affinché le riforme diventino per loro una piattaforma politica di successo. Sappiamo che il ciclo politico ha una forte incidenza sui progressi delle riforme strutturali. Le riforme non sono intraprese quando si avvicinano le prossime elezioni – e le prossime elezioni non sono mai così distanti nella mente dei politici. Ma le riforme non dovrebbero sempre essere considerate come un onere politico; esse possono infatti diventare un prezioso bene politico.

Abbiamo ugualmente identificato un certo numero di leve destinate a facilitare la riforma. Prendete come esempio la politica macroeconomica. L’assetto della politica monetaria è determinante: se le famiglie e le imprese riconoscono che la politica monetaria è concepita per mantenere la domanda prossima al potenziale di produzione dell’economia, le riforme strutturali sono più facili. Questa è una delle aree in cui l’OCSE è la più attiva: aiutare i governi a costruire un sano assetto macroeconomico.

La politica di liberalizzazione all’estero, è  spesso fonte d’ispirazione per le riforme interne. Ad esempio, i fattori esterni possono spiegare in gran parte la liberalizzazione dei mercati delle telecomunicazioni dell’OCSE. Un approccio internazionale cooperativo ha dato un notevole impulso alle riforme strutturali. Sono convinto che la nostra prossima Riunione Ministeriale e il OECD Forum sull’Innovazione, sulla Crescita e sull’Equità, offrirà una notevole opportunità per arricchire e potenziare lo sforzo di liberalizzazione economica dell’Italia.

Infine, all’OCSE siamo convinti che la pedagogia è un  ingrediente essenziale per il successo della riforma strutturale. Le varie parti interessate, dovrebbero avere un chiaro quadro dei problemi e delle soluzioni, dei costi e dei benefici. Sotto tale profilo, gli studi e le pubblicazioni dell’OCSE offrono un contributo essenziale. Uno dei punti forti dell’OCSE è di fornire spiegazioni su complesse problematiche usando un linguaggio semplice. I Paesi dell’OCSE ne traggono ampi benifici.

Signore e signori,

Negli anni più recenti, la performance economica dell’Italia è stata debole, con un tasso annuo di crescita della produttività del lavoro e del PIL pro capite dell’1%. . Per  conseguire una vigorosa, sostenuta crescita, l’Italia dovrà attuare importanti riforme. I due recenti pacchetti di liberalizzazione sono un cambiamento positivo che libera il mercato e stimola la produttività. Azioni supplementari saranno tuttavia opportune per aumentare la crescita potenziale; in particolare nei settori dei trasporti, dell’energia e delle pensioni.

Mentre state elaborando e completando tali aggiustamenti e riforme, vi invito a considerare l’OCSE come una possibilità di estendere le vostre proprie capacità. L’assistenza dell’OCSE è già presa in considerazione per aiutare l’Italia a progettare le future riforme.

All’OCSE ci impegniamo a sostenere l’Italia nel suo sforzo di rinnovo economico. L’attuale ripresa dell’economia europea è un’opportunità ideale per compiere sostanziali progressi. Associando l’impegno politico al sostegno tecnico, sono convinto che dimostreremo molto presto al mondo che l’Italia non è il “malato dell’Europa” come alcuni giornalisti specializzati nel campo dell’economia hanno suggerito a torto, ma bensì una “scuola dei grandi spiriti” come lo scrisse in modo così giusto il grande poeta Giacomo Leopardi.

Vi ringrazio vivamente.

Countries list

Topics list